Rapporto sulle frodi alimentari e agroalimentari in Italia

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copertinaTitolo: Rapporto sulle frodi alimentari e agroalimentari in Italia
Autore: Fare Ambiente (283 download)
Editore: Edizioni Palazzo Vargas
Formato: PDF
Pagine: 148

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Le insidie sono tante. E mettono a dura prova la tenuta nei mercati nazionali ed internazionali, dove i nostri prodotti agricoli hanno un ruolo tutt’altro che marginale. Pericoli per l’economia, per il prodotto interno lordo, per le esportazioni. Ma anche rischi gravissimi per i consumatori, raggirati da informazioni false e fuorvianti che spacciano “tarocchi” per derrate autentiche oppure, peggio, indotti all’acquisto di alimenti che possono seriamente comprometterne l’incolumità fisica. I numeri che oggi si registrano nella repressione delle frodi non lasciano dormire sonni tranquilli, così come quelli che classificano i vari tipi di “imbrogli” che possono finire nei carrelli della spesa danneggiando salute, acquisti e produzioni sane. Ed il bello è che quanto più si tratta di eccellenze, maggiori sono le contaminazioni ad opera di agro criminali che nel business della buona tavola hanno
individuato una redditizia fonte di guadagno. I nostri vini, la nostra pasta, il nostro olio. I nostri formaggi, parmigiano e mozzarella in primis. Sono tanto noti quanto imitati. Plagiati. Clonati. Ed ecco allora che alla repressione, alla tolleranza zero, alla stretta contro quelli che, al pari di altri attentati alla legalità del sistema economico e soprattutto all’integrità individuale, rappresentano dei crimini da perseguire con durezza e determinazione, occorre abbinare altrettante energiche ed efficaci contromisure normative. Provvedimenti in grado di scongiurare, per legge ed alla fonte, tentazioni illegali. La Commissione Agricoltura che mi onoro di presiedere ha fatto del “fenomeno delle frodi alimentari” una priorità, affrontando la questione nel complesso ma anche scendendo nei particolari, nel dettaglio delle trappole che scattano per ogni singolo prodotto. Con l’unico obiettivo della salvaguardia del Made in Italy, della salute dei cittadini e del lavoro dei produttori onesti sono stati licenziati all’unanimità provvedimenti che hanno rappresentato il viatico di misure varate dal Governo per la salvaguardia dei nostri prodotti. E’ il caso della risoluzione per la tutela dell’olio extravergine di oliva italiano, troppo spesso costretto a soccombere rispetto a disoneste campagne fatte di svendite e prezzi stracciati che in realtà hanno avuto, ed hanno, come mission quella di spacciare improbabili miscele per autentico oro giallo. Abbiamo chiesto di istituire specifiche task-force contro le frodi, di controllare le raffinerie e le centrali di stoccaggio, di vigilare sulle vendite promozionali. Oltre che, ovviamente, l’applicazione del decreto sull’obbligo dell’indicazione in etichetta dell’origine dell’olio extravergine. Analoghe ragioni hanno ispirato poi la necessità di preservare l’appeal e la qualità della mozzarella di bufala DOP che, come raccontano le cronache, è il bersaglio preferito di imprenditori senza scrupoli e perfino camorristi. Il settore della zootecnia e in particolare della produzione di mozzarella di bufala rappresenta, infatti, un crinale delicato per la cui tutela deve essere messa in atto ogni possibile iniziativa. A cominciare dalla tracciabilità, efficace strumento di controllo per il quale è già pronto un emendamento che attende l’esame dell’Aula. Così come il ddl sulla competitività e sull’etichettatura. L’emendamento segue di pochi mesi la legge approvata lo scorso anno, che andrà in vigore il 1 gennaio 2013, e che impone per la preparazione della mozzarella DOP l’utilizzo di opifici separati da quelli in cui ha luogo la produzione di altri tipi di formaggi o preparati alimentari.

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