Nikola Tesla

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copertinaTitolo: Nikola Tesla – un genio volutamente dimenticato
Autore: a cura di Vittorio Baccelli (266 download)
Editore: Edizioni della Mirandola (301 download)
Formato: PDF
Pagine: 214

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Recensione: Introduzione Tempo fa, un articolo letto sul “Corriere della Sera” riuscì ad incuriosirmi. Si citava l’Esperimento Philadelphia come un imbarazzante e pasticciato test che fu condotto con superficialità dall’esercito statunitense, alla fine della seconda guerra mondiale, e che aveva dato vita anche a due film ugualmente imbarazzanti e pasticciati. Questo esperimento si basava sulle ricerche effettuate dall’ingegner Nikola Tesla (1856 – 1943) riguardanti l’invisibilità, non solo radarica. Prima dell’esperimento vero e proprio furono condotti alcuni test su scala ridotta con l’uso anche d’animali. La contraddittorietà di questi tentativi ne scoraggiava la prosecuzione, tra l’altro alcuni animali coinvolti scomparvero, altri restarono bruciati, altri si incastonarono nelle strutture delle gabbie. Tesla sconsigliò di procedere oltre nella realizzazione e si dissociò dall’esperimento che invece fu ugualmente realizzato subito dopo la sua morte, ovviamente senza la sua autorizzazione e con l’utilizzo d’esseri umani. Da ragazzo avevo visto al cinema questi due film su l’esperimento1, ma li avevo considerati due dei tanti film di sf di serie B. L’apprendere che questo fatto, almeno nella sua principale sostanza, era veramente accaduto ha acceso in me una profonda curiosità e una voglia di sapere. Anche di Tesla avevo sentito parlare, ma ben poco. Cominciai così a documentarmi e quando lessi che Tesla aveva realizzato l’utilizzazione razionale per primo della corrente elettrica alternata, con tutto ciò che ne consegue (produzione, trasporto, trasformazione), la cosa cominciò ad incuriosirmi ancora di più: come potevamo esserci dimenticati di un personaggio di questo spessore? Sfogliando libri e pagine web ecco che vengo a sapere che fu l’inventore della radio, anche se il primo segnale fu inviato dal nostro Marconi, sfruttando però i suoi brevetti (diciassette, scrive lo stesso Tesla). E anche il radar fu una sua scoperta. E il tachimetro, l’iniettore, le lampade a neon, gli altoparlanti, il tubo catodico… e qui mi fermo per non togliere al lettore il gusto della lettura. Tesla, confrontandosi anche con le teorie di Einstein2 e di Reich arrivò a teorizzare che l’energia è ovunque attorno a noi (è nell’etere, nel prana) e il trasferimento dell’energia (e non solo di quella) poteva essere ottenuto col teletrasporto. L’etere per Tesla era composto – diremo oggi – da particelle virtuali immerse nel vuoto quantico. E ipotizzava pure un internet libero da ogni filo conduttore. Ma Tesla lavorava proprio per aziende che producevano energia e che provvedevano al suo trasporto! Facile intuire che queste quando compresero ove parava la ricerca di Tesla, tolsero allo scienziato il loro appoggio e il loro contributo finanziario. Tesla comunque proseguì in proprio i suoi studi e riuscì ad entrare nell’intimo della materia: energia rallentata composta da vortici di luce. Oggi potremo parlare di quanti che roteando generano onde/materia. Giunse ad ipotizzare una teoria unificante ove luce e magnetismo s’intrecciano indissolubilmente a gravità, spazio e tempo, e tutto è immerso in un inesauribile campo d’energia. La storia delle scienze non sempre ha reso il giusto tributo a coloro che ne sono stati i veri artefici e protagonisti, ma al contrario spesso è stato dato spazio e onori a impostori, opportunisti, o veri e propri ladri d’idee: e questo è proprio il nostro caso. Tesla è stato uno dei più originali inventori – scopritori, sosteneva lui – che il mondo abbia mai conosciuto, secondo forse solo a Leonardo, ed è a lui che dobbiamo l’elettrificazione della nostra realtà grazie alla corrente alternata, ma anche la turbina, le macchine elettroterapeutiche, gli aerei a decollo verticale… Eppure molte delle sue invenzioni sono state attribuite ad altri: Edison per l’energia elettrica, Marconi per la radio… In molti conoscono o hanno sentito parlare alla lontana della sua vita professionale poliedrica ma contestata, e la sua memoria giace un po’ sfocata, astrusa come quella d’un genio incompreso e non riconosciuto. Con questo mio scritto voglio contribuire, assieme ad altri che hanno come me intrapreso questa strada, a sottrarre la sua vita e le sue invenzioni da questo oblio inquietante per restituirle con fedeltà ai fatti del suo operato, rendendo onore alla sua indagine, alla sua intelligenza e alla sua originalità, e anche alle sue allucinazioni – fondamentali nel suo lavoro – che lo portarono a trovare ostacoli ovunque. L’Esperimento Philadelphia avrebbe dovuto confermare l’invisibilità, non solo radarica, ottenuta attraverso un cambiamento della frequenza della nave oggetto del test, rispetto a quello della realtà nostra, ma qualcosa andò storto e avvenne invece uno spostamento nello spazio e nel tempo e si formò una frattura dimensionale. A questi fatti s’intrecciano ipotesi ufologiche secondo le quali differenti armonie separano diverse realtà: il cambio di sintonia permetterebbe il passaggio dimensionale. Secondo gli ufologi, gli antenati dei grigi, gli antichi marziani, un milione d’anni fa, effettuarono un cambio dimensionale su grande scala. L’Esperimento Philadelphia fu qualcosa di simile e anche se in scala infinitamente ridotta, permise il formarsi di una frattura dimensionale che consentì ai cosiddetti ufo, anche di grandi dimensioni, di attraversarla con facilità e di giungere fino a noi in massa. Un ulteriore esperimento, Montauk, effettuato nel 1983 creò o rafforzò o si sovrappose all’Esperimento Philadelphia che era avvenuto nel 1943. Nel 2012 vi sarà un altro esperimento simile, e questo è dichiarato da presunti viaggiatori temporali che dicono di poter scivolare indietro nel tempo fino a un milione d’anni fa (data dell’esperimento dei grigi) e possono risalirlo fino al 2012 (data dell’ultimo ipotetico esperimento) e non oltre. Preoccupante è che la fine del Calendario Azteco coincida proprio con questa data e se è per quello anche i Maya nel loro libro sacro il Popol Vuh narrano che l’ultima era dovrebbe concludersi proprio nel 2012. E a colmare la misura, alcuni scienziati fanno cadere proprio nei pressi di questa data anche l’inversione di polarità che ciclicamente coinvolge il pianeta Terra. Facendo i debiti scongiuri, siamo sopravvissuti a molte altre fini del mondo annunziate e sono certo che sopravvivremo anche al 2012. Allucinazioni e ipotesi ufologiche a parte, una cosa comunque è certa: Nikola Tesla è stato uno degli scienziati più importanti del secolo passato e non è giusto che venga dimenticato ancora, le sue scoperte, le sue invenzioni, le sue intuizioni, le sue allucinazioni, meritano di essere lette e sviscerate a fondo. Il problema energetico è oggi come mai un problema di vita o di morte – anche questo Tesla aveva profetizzato – e avere a disposizione una fonte illimitata d’energia, è quanto mai fondamentale. Altra certezza è che gli esperimenti di Philadelphia e di Montauk sono stati talmente collegati tra loro, da sembrare un unico esperimento e, i dubbi che i collegamenti s’estendano da quello dei grigi di un milione d’anni fa al prossimo del 2012 sono assai forti. Per realizzare questa mia ricerca che vuol essere un omaggio a Nikola Tesla ho utilizzato ampi stralci tratti da libri, riviste e pagine web ,e alcuni autori e fonti è per me doveroso citare: Marco Tana, Bob Frissell, Wikipedia, Michel Donni, Paolo Toselli, Luca Berto, Carlo Morisiani, Massimo Teodorani, Igor Spajic, Matteo Tenan, Giorgio Pastore, Mauro Faletti, Bill Ryan…

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