Critone

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copertinaTitolo: Critone
Autore: Platone
Editore: Philosophy Lovers (303 download)
Formato: PDF
Pagine: 16

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Il tema della condanna di Socrate viene da Platone affrontato oltre che nell’Apologia e nel Fedone, anche nel Critone, dialogo che prende il nome da Critone, un agiato ateniese coetaneo di Socrate e, come ci dice Senofonte, suo discepolo devotissimo. La scena si svolge nel carcere in cui Socrate deve soggiornare in attesa della morte: Critone arriva in carcere al sorgere del sole per avvisare Socrate dell’arrivo della nave da Delo: prima del suo arrivo, infatti, non potevano aver luogo le condanne capitali Critone cerca di persuadere Socrate ad evadere: tenta di convincerlo dicendo che se non fuggirà la gente biasimerà i suoi amici per non averlo aiutato: ma Socrate gli dice che le persone più accorte, invece, oltre ad apprezzare i suoi discepoli perchè hanno provato ad aiutarlo, apprezzeranno anche lui perchè non ha trasgredito la legge; Critone dice poi che tutte le difficoltà pratiche che la fuga comporta sono superabili (il denaro per corrompere le guardie del carcere non manca e neanche le persone fuori da Atene pronte ad aiutarlo) e che rimanendo in carcere Socrate danneggerà se stesso, i figli (che abbandonerà senza poterli allevare) e gli amici (che gli sono molto affezionati e che se la prenderebbero comunque con Critone che non è stato in grado di farlo evadere). Poi prende la parola Socrate, che si ostina a preferire la permanenza in carcere: a sua difesa dice che la vita di un uomo deve essere coerente con le sue dottrine: la legge non va violata in nessun caso (Socrate l’ha sempre sostenuto nel corso della sua vita): Socrate ha sempre rispettato le leggi e non vuole violarle proprio ora: una legge, anche se ingiusta, non va trasgredita, ma bisogna battersi per farla cambiare in meglio, a vantaggio proprio e degli altri concittadini . Socrate, poi, è ormai vecchio e trasgredire le leggi dopo aver condotto una vita corretta, il tutto per vivere solo i pochi anni di vita che gli resterebbero, sarebbe un’assurdità, un’incoerenza: gli conviene morire, ma poter dire di essere sempre stato coerente. Il problema di fondo è se evadere sia giusto oppure no: per Socrate chiaramente non lo è, e commettere ingiustizia è gravissimo e più dannoso per chi la commette che non per chi la subisce: per Socrate è addirittura più dannoso il trasgredire le leggi rispetto all’essere uccisi. Critone, però, gli fa notare che la gente comune è favorevole alla sua evasione e che è d’accordo con Critone stesso; ma Socrate dice che non si devono seguire le opinioni di tutti, ma solo di colui che effettivamente sa: lui è convinto di sapere ciò che fa e quindi vuole procedere per la sua strada. Anche vicino alla morte Socrate continua a filosofare e pronuncia una celeberrima frase: non bisogna tenere in massimo conto il vivere come tale, bensì il vivere bene, ed il vivere bene è lo stesso che il vivere con virtù e con giustizia.
(tratto da: Filosofico.net)

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